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Files digitali o prodotti stampati? Quale scelta è migliore per il fotografo. (analisi numerica).

Cosa includere nel servizio fotografico
___TVE_SHORTCODE_RAW__<p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Uno dei grandi argomenti di dibattito all'interno dei gruppi Facebook per fotografi Newborn, come ad esempio Newborn Italia,&nbsp;<strong>è se includere oppure no i files digitali</strong>&nbsp;all'interno dei propri pacchetti.</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>L'argomento, che di per sé può sembrare di semplice trattazione (<em>e che vedremo in definitiva esserlo davvero</em>), fa nascere molti dubbi in merito, soprattutto perché chi di solito sta cercando una risposta è il <strong>fotografo che ha iniziato da poco</strong> o che comunque non ha ancora trovato un equilibrio definitivo all'interno del proprio "business model".</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:heading {"level":3} --></p> <h3 id="tab-con-2">E' saggio quindi da parte di un fotografo, inserire i file digitali all'interno delle proprie offerte?</h3> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Prima di analizzare i numeri nel dettaglio, cominciamo distinguendo i due piani sui quali la discussione si sviluppa:</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>-&nbsp;<strong>BRANDING</strong><br />-&nbsp;<strong>ECONOMICO</strong></p> <p>E' ovvio che a&nbsp;<strong>livello di branding</strong>&nbsp;i prodotti siano un valido alleato veicolando all'esterno le tue immagini e il tuo marchio in maniera professionale.<br />Un album (<em>o stampe appese asp di un muro</em>) sono un'ottima pubblicità perenne e raccontano di te e del tuo lavoro nel modo corretto (<em>o perlomeno come hai scelto di farlo tu</em>).</p> <p>A&nbsp;<strong>livello economico non sempre i conti tornano&nbsp;</strong>perché ognuno applica il ricarico che ritiene giusto, anche in relazione alle diverse tipologie di inquadramento fiscale presenti in Italia e per questo&nbsp;<strong>occorre farsi bene i conti,&nbsp;</strong>ed è quello che voglio aiutarti a fare in questo articolo.<br />Prima però lasciami spazio ad una piccola riflessione:</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:heading {"level":3} --></p> <h3 id="tab-con-2">Perché esiste una grande confusione sull'argomento files?</h3> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>La risposta è molto semplice:&nbsp;<strong>la maggior parte dei fotografi di famiglia in Italia non basa la propria attività su solide certezze numeriche.</strong>&nbsp;Che è un modo carino di dire le cose come stanno, e cioè che lavora a caso.<br />Dove nella parola "caso" puoi sostituire le "esse" con le "zeta".</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Tranquillo, ho lavorato a caso anche io per molto tempo cercando consigli su forum e gruppi Facebook alla ricerca della risposta illuminante, che però non esiste perché - come vedremo - l'argomento acquisisce sfumature differenti a seconda del proprio modo di lavorare, inquadramento fiscale ecc.<br />Per molti anni poi, il pensiero dei fotografi Newborn più esperti è stato unanime: <em>"<strong>o includi delle stampe nei tuoi pacchetti, o sei uno sfigato</strong>"</em>.</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><em>Questa uniformazione di pensiero, presa per oro colato da chi si approccia ad un settore che conosce ancora poco, ha creato non pochi problemi a chi tentava di proporre prodotti di qualità, senza avere però il supporto dei numeri.</em></p> <p>Cominciamo allora con l'organizzare visivamente quali sono i <strong>pro</strong> e i <strong>contro</strong> della consegna dei files digitali al proprio cliente.</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:heading {"level":4} --></p> <h4><strong>CONSEGNA FILES AL CLIENTE</strong></h4> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:table {"className":"is-style-stripes"} --></p> <figure class="wp-block-table is-style-stripes"> <table> <thead> <tr> <th><mark style="background-color:#ffffff" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"> PRO </mark></th> <th><mark style="background-color:#ffffff" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> CONTRO </mark></th> </tr> </thead> <tbody> <tr> <td>Velocità nella gestione dell'ordine.</td> <td>Gestione ordini più lenta.</td> </tr> <tr> <td>Nessuna occasione di errore in fase di ordine.</td> <td>Prezzo più alto per il cliente.</td> </tr> <tr> <td>Offerta più "<em>appetibile</em>" per il cliente</td> <td>Educazione del cliente alla stampa&nbsp;<strong>*</strong></td> </tr> <tr> <td>Margini netti superiori (<em>a parità di spesa</em>)</td> <td>Margini netti inferiori (<em>a parità di spesa</em>)</td> </tr> <tr> <td>Prezzo più basso per il cliente.</td> <td>Custodia nel tempo dei files.</td> </tr> <tr> <td>Prodotti di qualità che parlano del tuo lavoro.</td> <td>Nessun controllo sulla stampa delle tue fotografie.</td> </tr> <tr> <td></td> <td>Acquisto campionario prodotti</td> </tr> </tbody> </table> </figure> <p><!-- /wp:table --></p> <p><!-- wp:paragraph {"align":"right"} --></p> <p class="has-text-align-right"><em>* Spiegagli che non avrà i files digitali.</em></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Ora, sia chiaro che su alcuni punti qualcuno potrebbe avere da dire, ad esempio la custodia dei files digitali, <strong>per legge, va sempre assicurata al cliente</strong> a meno che non gli si faccia firmare un foglio dove si delega a lui la loro custodia in modo da poter gestire il proprio archivio in autonomia. <em>Leggasi: cancellarli quando vuoi.</em></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Tuttavia un conto è chiedere questa firma dopo che i files glieli hai dati, un conto è farlo dopo che glieli hai negati.<br />Comprendi da solo la differenza.</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Elencati i maggiori pro e contro, andiamo ad analizzare a livello numerico cosa capita quando acquisti un prodotto per la tua attività, facendolo nei due inquadramenti fiscali che di solito vanno per la maggiore tra i <strong>fotografi di famiglia italiani</strong>, vale a dire <strong>regime ordinario e regime forfettario.</strong><br /><strong>Per comodità didattica vediamo cosa succede quando acquisti un album.</strong></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:heading {"level":3} --></p> <h3>Cosa significa acquistare un album se sei nel regime fiscale "ordinario"</h3> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:heading {"level":5} --></p> <h5>In pratica, se detrai l'iva.</h5> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:heading {"level":5} --></p> <h5>In questo regime fiscale se acquisti un album dal costo di 100€ + iva, questo per te rappresenta un <strong>costo</strong>.</p> <p>Le imposte si pagano <strong>sulla differenza tra ricavi</strong> (<em>quanto hai incassato</em>) <strong>e costi </strong>(<em>affitti vari, attrezzature, album e prodotti in genere</em>).<br />Il risultato di questa sottrazione è <strong>l'imponibile</strong> ( o base imponibile) e su questo ammontare lo stato calcola le tue imposte.</h5> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Quindi se incassi 30.000€ e ne hai spesi 10.000€, paghi le imposte </strong>(+o- il 46%)<strong> su 20.000€.</strong></mark></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Ignoriamo tranquillamente l'iva che viene detratta,&nbsp;<strong>avere un costo di 100€ significa abbattere la propria base imponibile di 100€.</strong><br />E siccome la base imponibile è la cifra sulla quale il nostro stato calcola le imposte, il costo del tuo album viene ammortizzato dall'effetto che lo stesso ha sulla base imponibile. Leggasi:&nbsp;<em>recuperi una parte del suo costo</em>.</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:heading {"level":3} --></p> <h3>Cosa significa acquistare un album se sei nel regime fiscale "forfettario"</h3> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:heading {"level":5} --></p> <h5>In pratica, se&nbsp;<strong>NON</strong>&nbsp;detrai l'iva.</h5> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>In questo caso lo stato non conteggia i tuoi costi. O meglio lo fa, ma in modo forfettario il base al tuo codice&nbsp;<strong>ATECO</strong>.<br />Ad esempio per noi fotografi stabilisce che sui nostri costi (<em>qualunque essi siano e di qualunque entità</em>), ci riconosce il 22% che significa che se in un anno spendi 10.000€, solo il 22% (2.200€) viene scalato dai tuoi ricavi, invece dei 10.000€ (<em>vedi esempio sopra</em>) del regime ordinario.</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Quindi se incassi 30.000€ e ne hai spesi 10.000€, ti scala 2.200€ e paghi le tasse </strong>(il 15%) <strong>su 27.800€.</strong></mark></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><strong>A livello numerico quindi pare tutto chiaro quindi.</strong></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Adesso, in base al tuo inquadramento fiscale puoi fare un ragionamento sensato e decidere se includere prodotti all'interno delle tue offerte oppure no.</p> <p><strong>Però...ne manca un pezzo</strong>. Perché non è solo una questione di numeri, la faccenda è un pelo più intricata.</p> <p>Non troppo eh, stai tranquillo, tuttavia occorre spingersi un po' più in là per fare davvero luce su un argomento che spesso genera confusione, e quindi sono costretto a farti una domanda:</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:heading {"level":3} --></p> <h3><strong>Hai mai pensato quanto ti costa DAVVERO offrire un prodotto stampato?</strong></h3> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:heading {"level":5} --></p> <h5><strong>Pensiamoci insieme.</strong></h5> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Proporre un album al tuo cliente presuppone che tu debba:</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:list {"style":{"color":{}}} --></p> <ul> <li>spendere tempo per&nbsp;<strong>venderlo</strong></li> <li>spendere tempo per&nbsp;<strong>ordinarlo</strong></li> <li>spendere tempo per&nbsp;<strong>impaginarlo</strong></li> <li>spendere tempo per&nbsp;<strong>ritirarlo</strong></li> <li>spendere tempo per&nbsp;<strong>sballarlo e controllarlo</strong></li> <li>spendere tempo per&nbsp;<strong>consegnarlo</strong></li> </ul> <p><!-- /wp:list --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Come vedi non proprio una scelta priva di impegni.</p> <p>Supponiamo forfettariamente che la somma di tempo richiesto per svolgere tutte queste operazioni sia di&nbsp;<strong>due ore</strong>&nbsp;(<em>può sembrarti tanto ma ti assicuro che se ti fai bene i conti è perfino una sottostima</em>)</p> <p><strong>Ora, il tempo di un professionista non è gratis</strong>,&nbsp;<strong>ma ha un costo</strong>. Non si tratta di "<em>dargli</em>" un costo a livello mentale quanto proprio di un costo a livello contabile.&nbsp;<strong>E questo costo incide direttamente sul tuo margine.</strong></p> <p>Nel caso sopra citato ad esempio, andresti perfino in perdita perché non hai applicato alcun ricarico al costo dell'album&nbsp;<em>(in pratica lo compri a 100€ e lo rivendi a 100€ dopo aver speso del tempo - e quindi del denaro - per poterlo mettere nelle mani del cliente</em>).<br />Di solito però un professionista applica un ricarico ai prodotti (<em>è perfino obbligato per legge</em>), che dovrebbe coprire tutti i costi di "<em>gestione ordine</em>" che ho elencato poco sopra.</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:heading {"level":3} --></p> <h3><strong>Quindi quanto devo ricaricare il costo di un prodotto ed avere così un margine positivo, anche dopo avere speso 100€ + due ore di lavoro?</strong></h3> <p><!-- /wp:heading --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p><strong>Questa è una domanda intelligente che dovresti fare al tuo commercialista.</strong><br /><strong></strong><br />La risposta varia molto dal tipo di prodotto, dal suo costo, e da come gestisci il suo ordine ma se ti fidi di me e della mia esperienza ,<strong>una buona stima è da 4 a 5 volte l'importo che lo paghi tu.</strong></p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>Sì lo so che tu volevi fare per due <strong>perché ti sembrava "più onesto"</strong>, ma non puoi.</p> <p>Puoi permettertelo? Sì, no? Dipende da tantissime variabili che dovresti considerare seduto a tavolino gomito a gomito con il tuo commercialista in modo da iniziare a lavorare in modo un po' più consapevole e smetterla di fare le cose perché "<strong><em>te le hanno dette ad un workshop</em></strong>" persone che:</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> <p><!-- wp:paragraph --></p> <p>-<em> Hanno un business completamente diverso dal tuo<br />- Vivono in un mercato diverso dal tuo<br />- Hanno anni di esperienza che tu non hai</em></p> <p>Mi piacerebbe darti una risposta secca e definitiva alla domanda "<strong><em>devo includere prodotti stampati nelle mie offerte</em>?</strong>", ma la verità è che la domanda da farsi è: <em><strong>"posso permettermi di includere prodotti stampati nelle mie offerte?"</strong></em><br />Come hai visto le variabili in gioco sono molteplici e occorre fare valutazioni che vadano oltre al semplice "<em>tizio fa così e quindi lo faccio anche io</em>".</p> <p>Che ti piaccia oppure no (<em>a me per esempio non piace affatto</em>), il nostro lavoro è basato sui numeri. Tutte le attività imprenditoriali lo sono. E con i numeri devi andarci d'accordo, fare uno sforzo e comprendere per bene cosa significa a livello numerico <strong>ogni azione che tu intraprendi.<br /></strong><br /><strong>Te lo dico per esperienza</strong> perché io stesso ho rifiutato per anni di comprendere certi meccanismi convinto che non fosse il mio lavoro.<br />La verità tuttavia è che <strong>devi sapere</strong>, <strong>al centesimo</strong>, <strong>cosa stai facendo</strong>, pena ritrovarsi senza un soldo dopo soli due anni di attività.</p> <p>Spero però che con questo articolo tu abbia più strumenti di quanti ne avessi ieri per valutare cosa sia meglio per te e per il tuo business, come sempre se hai dubbi o domande puoi scrivere qui sotto, farò del mio meglio per risponderti in tempi brevi.</p> <p>AD MAIORA!</p> <p><!-- /wp:paragraph --></p> __TVE_SHORTCODE_RAW___

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